

Della fiaba Lilli e il Vagabondo, la scena che più è rimasta impressa nella mente di tutti noi è quella del famoso piatto di spaghetti mangiato dai due cani Lilli e Biagio nel ristorante di Tony. Il bacio degli spaghetti è il simbolo dell'unione tra i due cani e il modo in cui loro sanciscono un'intesa inaspettata.
Se, infatti, prima, Biagio, il cane vagabondo, viveva libero e senza padroni, da questo momento si sente particolarmente legato a Lilli e ritiene di avere alcuni doveri nei suoi confronti: la cercherà, quando lei sarà catturata dagli accalappiacani, si recherà da lei per chiederle scusa e la aiuterà a sconfiggere un ratto.
Vediamo, dunque, come il piatto di spaghetti sia il loro pactum unionis. Che cos'è questo patto di unione, di cui parla il filosofo Hobbes? È il patto di associazione che coloro i quali decidono di formare una società e vivere insieme, pongono in essere fra di loro. Nel caso dei due cani, la società è rappresentata solamente da loro due, nel caso di Hobbes si tratta di società più ampie.
Hobbes parla anche di pactum subiectionis, ovvero del patto con cui gli individui delegano il potere al sovrano. Per Hobbes questi due pacta coincidono e permettono all'uomo di uscire dallo stato di natura, ma per i filosofi a lui precedenti i pacta erano ben distinti.
Questo è proprio uno dei punti in cui si evidenzia l'opposizione di Hobbes al giusnaturalismo: per i giusnaturalisti lo Stato si costituisce secondo una duplice scansione. Vi è prima il pactum unionis, che si compie già nello stato di natura, e, solo in seguito, gli uomini decidono pacificamente di sottomettersi allo stato, con il pactum subiectionis.
Per Hobbes, invece, data la natura aggressiva dell'uomo, sarebbe impossibile un primo accordo, perché gli uomini si dilanierebbero nel trovarlo e non ci riuscirebbero. Una vita, dunque, come quella di Biagio, e cioè una vita libera senza padroni, per l'uomo, secondo Hobbes, non è possibile.
Il pactum unionis, come quello sancito dal collare che gli uomini regalano a Lilli per renderla parte della loro piccola società, che è la famiglia e che loro costituiscono, non può assolutamente essere distinto dal pactum subiectionis.
L'unica società possibile è quella che vediamo al canile e cioè una condizione in cui vi è un padrone, un individuo o anche un'assemblea che esercitano il potere sovrano, l'imperium, a nome del popolo. La differenza tra la società hobbesiana e quella del canile, però, è fondamentale: per Hobbes è il popolo che deve delegare il potere. Sono gli uomini a rinunciare al loro diritto illimitato e a trasferirlo al sovrano, non è il padrone a imporsi sugli altri.
Vediamo, dunque, grazie alla fiaba, come i rapporti tra gli uomini si riflettano nei rapporti tra i cani o tra i cani e gli uomini: unione e subordinazione caratterizzano qualsiasi relazione, sia in piccola scala come la famiglia, sia in grande scala come lo Stato.