

Conosciamo tutti benissimo la storia del Cacciatore di Biancaneve, un uomo apparentemente brusco e forse addirittura cattivo, ma in realtà dal cuore buono, o forse, come direbbe Kant, un uomo che ascolta la legge morale.
La scena è tra le più celebri del mondo delle favole: la regina ordina al cacciatore di portare Biancaneve nel bosco e di ucciderla, portandole indietro il suo cuore come prova. Il cacciatore, vedendo la giovane età e il buon cuore della fanciulla, non riesce a portare a termine il compito, anziché il cuore della fanciulla, che libera, riporta alla regina il cuore di un animale.
Che cos'è che ha spinto il cacciatore a non portare a termine il compito? Come direbbe Kant, è stata la legge morale. Immanuel Kant è stato uno dei pensatori più importanti dell'Illuminismo, autore soprattutto di tre Critiche famosissime.
All'interno della Critica della ragion pratica (1788), Kant si occupa di spiegare che cos'è la legge morale: ciascuno di noi sa in ogni momento esattamente qual è la cosa giusta da fare, e avverte tale sensazione come se fosse un comando, al quale non può fare a meno di obbedire.
Il cacciatore sa bene che uccidere Biancaneve sarebbe un errore, ed è per questo che le risparmia la vita. La legge morale, in breve, si configura come un imperativo che è molto più difficile ignorare che seguire.