

Chi non ha mai visto “Ratatouille”, il celebre cartone animato ambientato nelle cucine di Parigi? Immaginiamo i due personaggi principali: Alfredo Linguini (che aspira a diventare uno chef di successo) e il topo Remy (che ha una straordinaria abilità nel cucinare). Cosa succederebbe se il famoso chef Auguste Gusteau, fondatore dell'omonimo ristorante stellato, decidesse di espandere il suo impero creando una catena di ristoranti, magari in franchising? Da questa idea partiremo per comprendere come funziona il contratto di franchising, utilizzando proprio la storia di Gusteau, Linguini e Remy come filo conduttore.
Secondo l'art. 1, comma 1, della L. 6 maggio 2004, n. 129, il contratto di franchising prevede che una parte (il franchisor) conceda a un'altra parte (il franchisee) l'uso di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale – come marchi, know-how e consulenza tecnica e commerciale – per permetterle di inserirsi in un sistema di affiliati distribuiti sul territorio, con lo scopo di commercializzare beni o servizi.
In termini semplici, il franchising è un accordo commerciale in cui un'azienda (il franchisor) concede a un'altra azienda (il franchisee) il diritto di utilizzare il proprio marchio e modello di business in cambio di una percentuale sulle vendite.
In questo caso, lo chef Gusteau rappresenta il franchisor: è lui a possedere il marchio "Gusteau's" e il know-how legato alle sue ricette e tecniche culinarie. Linguini, invece, è il franchisee, colui che paga una somma mensile (le royalties) per avere il diritto di utilizzare il marchio "Gusteau's" e il modello di business che lo accompagna.
Gusteau, in qualità di franchisor, insegna a Linguini come utilizzare il marchio famoso, rivela le sue ricette segrete e stabilisce delle regole operative per garantire che la qualità e la reputazione di "Gusteau's" rimangano intatte. Queste regole operative sono essenziali per preservare l'identità del marchio nel tempo e su larga scala.
Ma non è tutto. Tramite il topo Remy, Gusteau offre anche a Linguini un supporto continuo (formazione continua), aiutandolo a gestire il ristorante. Inoltre, chef e franchisee possono accordarsi sulla durata del contratto di franchising e sulle condizioni per eventuali rinnovi.
Il contratto di franchising è vantaggioso per entrambe le parti: per il franchisor (Gusteau), permette di espandere il proprio business senza doversi occupare direttamente della gestione dei nuovi ristoranti, mentre per il franchisee (Linguini), consente di entrare nel mercato con un rischio ridotto grazie al supporto e alla reputazione di un marchio già affermato.
In conclusione, Gusteau riesce a far crescere il suo marchio "Gusteau's" mantenendo la qualità e guadagnando dalle royalties, mentre Linguini affiliandosi a una rete già affermata, beneficia della reputazione e del supporto del marchio.
Questo gli offre maggiori possibilità di successo rispetto all’apertura di un ristorante indipendente, che comporterebbe rischi finanziari più elevati, la necessità di costruire da zero una clientela e l’onere di sviluppare un proprio modello di business senza alcun supporto esterno.