

Hansel e Gretel, abbandonati nel bosco dai genitori, trovano una casa, fatta di dolciumi, abitata da una strega malvagia. Essa, con l'intenzione di mangiarli, rinchiude Hansel in una gabbia per ingrassarlo, costringe poi Gretel a lavorare e, in particolare, a cucinare per fare mangiare il fratello.
La strega non vede bene e non capisce se Hansel stia ingrassando, così deve sentire le sue dita: Hansel le fa toccare sempre un piccolo osso dentro la gabbia.
Quando la strega si stufa di aspettare, decide di "arrostire" Gretel, ma quest'ultima, con astuzia, riesce a spingerla nel forno e chiudere lo sportello, salvando sé e il fratello.
Gretel può invocare la legittima difesa per l'omicidio della strega?
La legittima difesa rappresenta una causa di giustificazione che esclude la punibilità di un fatto commesso per proteggere un diritto proprio o altrui contro un'aggressione ingiusta. Secondo il nostro ordinamento deve prevalere l’interesse dell’aggredito rispetto a quello di colui che pone in essere un'aggressione e, conseguentemente, una situazione di pericolo ingiusta.
È prevista dall'art. 52 c.p. secondo il quale
"Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa".
Affinché sia configurabile, devono ricorrere quattro requisiti fondamentali. Il primo è un'aggressione o offesa ingiusta, che deve consistere in un'attività umana volta a ledere un diritto altrui.
Un ulteriore requisito è la presenza di un pericolo attuale, ossia immediato e non differibile. La minaccia, quindi, non può essere meramente futura o ipotetica. Non è sufficiente un pericolo generico o eventuale, ma deve trattarsi di un'azione attuale e concreta, idonea a mettere a rischio un bene giuridico tutelato dall'ordinamento.
La reazione difensiva deve essere necessaria (e legittima) per scongiurare il pericolo e tutelare il diritto minacciato. In assenza di alternative valide, la difesa deve rappresentare l'unica opzione per garantire la protezione del bene giuridico in pericolo.
Infine, è necessario che vi sia proporzionalità tra offesa e difesa: la reazione difensiva deve essere proporzionata alla gravità dell'aggressione e al bene minacciato. Non può configurarsi legittima difesa, qualora la reazione risulti manifestamente eccedente rispetto al pericolo.
L’onere della prova della scriminante incombe sul soggetto che la invoca, cioè chi ha difeso il diritto proprio o altrui. La valutazione sarà, poi, rimessa al libero convincimento del Giudice che terrà in considerazione varie circostanze.
La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito l'importanza della correlazione tra pericolo, necessità e proporzionalità. In particolare, con la sentenza n. 7852/2024, la Suprema Corte ha evidenziato che la legittima difesa può essere riconosciuta anche in contesti atipici, purché il pericolo sia concreto e l'azione difensiva risulti necessaria per scongiurarlo.
Gli Ermellini hanno ribadito che, ai fini del riconoscimento della scriminante, non è richiesto un equilibrio tra offesa e difesa, ma una valutazione globale della situazione, tenendo conto delle circostanze concrete e delle condizioni psicofisiche del soggetto agente (sent. n. 21577/2024).
Va, infine, ricordato come i Giudici di Legittimità abbiano escluso la possibilità di invocare la legittima difesa qualora il soggetto agente abbia in qualche modo provocato o contribuito volontariamente alla situazione di pericolo (sent. n. 28911/2024).
In tema di legittima difesa – come del resto per tutte le cause di giustificazione – va richiamato l'art. 55 c.p. che prevede l'eccesso colposo: quando si eccedono colposamente i limiti previsti, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è previsto dalla legge come delitto colposo.
Si può riconoscere l'eccesso colposo di legittima difesa quando la reazione di difesa è eccessiva, esagerata, poiché viene meno il requisito della proporzionalità tra difesa e offesa. E ciò comporta la valutazione colposa della reazione difensiva.
Nella fiaba la strega, catturando Hansel e Gretel con l'intento di ucciderli, pone in essere un'azione lesiva di diritti fondamentali quali la vita e la libertà personale, configurando un'aggressione ingiusta.
Con riferimento al pericolo attuale e concreto, va sottolineato come il rischio per Gretel sia reale e imminente nel momento in cui la strega la obbliga a entrare nel forno.
La necessità della difesa emerge dal fatto che Gretel non ha possibilità di fuga o di richiedere aiuto, essendo completamente isolata e priva di strumenti alternativi per sottrarsi all'aggressione: l'unica soluzione praticabile per evitare la propria morte (e quella del fratello) è l'uccisione della strega.
Quanto alla proporzionalità tra offesa e difesa, è evidente che la reazione di Gretel sia proporzionata alla gravità della minaccia, poiché la strega intende ucciderli e l'azione difensiva di Gretel risulta necessaria per tutelare la loro vita.
In base alle osservazioni svolte, Gretel può invocare la legittima difesa per la sussistenza dell'aggressione ingiusta, il pericolo attuale, la necessità della reazione e la proporzionalità tra aggressione e difesa.